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La tradizione Lancia con le piccole utilitarie risale a molti anni fa. Le Augusta, Ardea o Appia dimostravano gia' alcune qualita' tecniche all'avanguardia rispetto alla concorrenza della stessa categoria. Ma per scoprire l'antenata naturale della piccola Y bisogna dare attenzione per un'attimo ad un'altro marchio storico: l'Autobianchi.

Lancia entro' a fare parte del Gruppo Fiat nel 1969, e da quel momento in poi gli fu raccomandata la responsabilita' delle vendite e del servizio di assistenza di Autobianchi, marchio appartenente a Fiat dall'anno precedente.

L'Autobianchi, nata nel 1955 da un'idea del direttore generale della Bianchi in collaborazione con Fiat e Pirelli, completava la gamma Lancia, e nonostante si trattasse soltanto di utilitarie, erano automobili di qualita' superiore rispetto alla concorrenza della stessa categoria. Nel 1975, si trasformo' ufficialmente in una divisione della Lancia, diventando cosi' Lancia - Autobianchi.





I primi risultati di tutto questo apparirono nella primavera del 1985 con la piccola Y10, che quest'anno festeggia i suoi primi 25 anni:

Y10
Y10


In pratica lei fu' la prima Lancia per la divisione Autobianchi, concepita fondamentalmente come utilitaria d'elite con accessori e finiture degne di un'auto di categoria superiore, sostituendo la vetusta A112, che debutto' nel 1969, ben 16 anni prima.


Per motivi di marketing riguardo il mercato estero, a parte Italia e Francia, nei paesi dove il marchio Autobianchi era palesemente sconosciuto questa vettura fu commercializzata come Lancia Y10.

La "nuova" Y10 al debutto oltre al suo design molto personale, avra' la responsabilita' di inaugurare un nuovo motore del tutto inedito, il "Fully Integrated Robotized Engine", ovvero il ben conosciuto FIRE, con cilindrata di 999cc e 45cv, un motore rivoluzionario.
Ottimizzato, pensato e progettato per essere assemblato da impianti completamente automatizzati in sostituzione del vecchio 903cc ad aste e bilancieri derivato dalla Fiat 600, dove dimostrava a parita' di potenza piu' coppia motrice, una manutenzione ridotta e sopratutto minori consumi di carburante.


Nel 1992 forte di un gran successo commerciale (sopratutto da parte del pubblico femminile) Y10 arrivo' al suo ultimo restyling: si comincio' nello stesso anno la progettazione e lo sviluppo della sua erede, conosciuta internamente come "Progetto 840".





Come linee guida iniziali, la nuova piccola Lancia non doveva distinguersi dalla concorrenza soltanto per la forma ricercata e accattivante della carrozzeria grazie al suo design "quadrifrontale", che la caratterizzava davanti, dietro e nelle fiancate con tre segni ad arco, che si intersecano creando una forma molto particolare, ma anche per la comodita' dei passeggeri, per le qualita' dinamiche e la particolare attenzione delle rifiniture interne.

Il modello che rimpiazzera' la Y10 fu' presentato a Roma in una sala congressi rimessa totalmente a nuovo dell'Eur al cospetto di circa 700 giornalisti provenienti da tutto il mondo, nei primi di Gennaio del 1996.


Di nuovo una lettera greca dara' il nome all'automobile in questione. Una 'Y' maiuscola, l'unica connessione con la sua gloriosa antenata dato che, oltre a differenziarsi totalmente da quest'ultima sul piano estetico e tecnico, non sara' piu' commercializzata con il marchio Autobianchi, che verra' definitivamente soppresso. Per svilupparla sono stati impiegati "soltanto" 24 mesi, e sono stati investiti 400 miliardi delle vecchie lire.

La commercializzazione comincio' a meta' gennaio dello stesso anno, ed e' doveroso aggiungere che con questo modello si festeggiarono i 90 anni di vita della casa di Chivasso (1906-1996).


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Debutto Lancia Y


Rispetto alla concorrenza la dotazione di serie era abbastanza completa gia' dal modello base LE, potendo aggiungere inusuali optional per un'utilitaria, come i comandi al volante per l'autoradio o i sensori di parcheggio.

A questi si univa una lista di 134 accessori, dai cerchi dal disegno specifico e uno spoiler per il portellone, ai cestini per le tasche del cruscotto, fino ad un scalda biberon (!).


kaleidos Ma la vera rivoluzione era legata al sistema Kaleidos, ovvero una gamma 100 tonalita' di colore extra-serie per la carrozzeria oltre ai 12 standard (pastello, metallizzati e metallescenti) e la possibilita' di scegliere gli interni in morbida Alcantara oppure in pelle, con il preciso scopo per ogni nuovo acquirente di entrare in possesso di un modello realmente personalizzato ed esclusivo.

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Una parte della gamma Kaleidos





Lancia Y era 18cm piu' larga e 30cm piu' lunga della Y10, il che significava un gran passo avanti per abitabilita' dei passeggeri nell'abitacolo, che si posiziono' come uno dei piu' ampi della sua categoria.

Invece riguardo il bagagliaio, bisogna dire che la capienza non era decisamente una delle sue virtu', ma visto il segmento di citycar a cui la Y era principalmente destinata era un dettaglio abbastanza trascurabile.

Come comportamento su strada si caratterizzava per la facilita' di guida e le sincere reazioni al volante facilmente controllabili, al costo di un leggero sottosterzo con aderenza al limite, oppure tendenze al sovrasterzo in caso di manovre eccessivamente brusche.
Nonostante tutto, la sua disinvoltura e brillantezza di marcia erano notevoli per un'automobile del suo segmento. Le sospensioni favorivano il comfort e il relax degli occupanti, con sospensioni dotati di taratura abbastanza morbida che potevano sottrarre fiducia al pilota nei rapidi cambi di direzione durante il tragitto.
Tuttavia, questa era una sensazione piu' che una realta', dato che, grazie all'eccellente avantreno, l'automobile seguiva fedelmente la traiettoria impostata dal volante. Per evitare un eccessivo rollio della carrozzeria in caso di forti appoggi in curva, sia avantreno che retrotreno erano dotati di barre stabilizzatrici.

In sede di progetto si tenne conto anche della sicurezza con dispositivi come la scocca a deformazione programmata, le barre anti-intrusione laterali, le cinture di sicurezza con pretensionatori, il piantone dello sterzo collassabile, il volante realizzato con materiale in grado di assorbire eventuali urti tramite parti del corpo del guidatore, sedili conformati in modo da evitare lo scivolamento del corpo sotto la cintura, materiali ignifughi per gli interni e l'interruttore inerziale FPS che tagliava l'alimentazione del combustibile in caso di impatto per scongiurare eventuali incendi. Anche l'ABS e gli airbag erano disponibili su tutta la gamma, nella versione LX quest'ultimo lato guida era di serie.





Dal suo lancio, Y divento' il principale sostentamento commerciale di Lancia. Il direttivo penso' di venderne attorno alle 130.000 unita' all'anno, risultato che fu' ottenuto soprattutto in Italia, dove si posiziono' con successo ai piani alti delle classifiche di vendita come uno dei modelli piu' apprezzati sul mercato.
Nel resto dell'Europa la diffusione fu piu' limitata, soprattutto per l'assenza di un motore diesel e la sola carrozzeria a 3 porte. L'appartenenza ad un marchio storico ed esclusivo come Lancia aiuto' molto la sua espansione, sebbene la Y non pretendeva di arrivare ad essere un modello di massa, bensi' di dirigersi ad un pubblico molto esigente ed esclusivo che cercava un prodotto d'elite.


Lancia Y era stata concepita come un'autentica piccola ammiraglia, proporzionando stile, comodita', distinzione e classe impossibili da trovare in un'altra automobile del suo stesso segmento e perfino su alcune di classe superiore.

In lei era presente la vera essenza de "Il Granturismo".

Circa diciotto mesi dopo il lancio, nella primavera del 1997, ci fu' un ampliamento di gamma agli estremi:
il debutto ufficiale dell'evoluzione del Fire 1.2 con testata 16 valvole e 86 CV, offerto soltanto in allestimento LX (e poi successivamente declinato anche alle versioni LS ed LE), ed una nuova versione dotata invece del propulsore 1.1 della stessa famiglia con 55 CV, battezzata col nome di Elefantino Blu.

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Lancia Y Elefantino Blu e LX





La prima si posiziono' al di sopra del modello 1.4 12v LS-LX, mentre la versione Elefantino Blu come versione entry-level della gamma Y dedicata ai piu' giovani con colori di carrozzeria ed interni molto allegri e vivaci, posizionandosi sotto la versione 1.2 8v LE. Tutto cio' pero', non significava rinunciare ad un equipaggiamento/distinzione differente rispetto alle altre versioni, dato che la lista degli optional era identica a quella delle altre Y.


Come ciliegina sulla torta, nel 1998 apparve la versione piu' sportiva della Y. Si trattava dell'Elefantino Rosso, equipaggiata con il prestante propulsore 16v, accoppiato ad un cambio corto e una scatola sterzo piu' diretta per favorire la riprese, l'accelerazione e la reattivita' al volante. Inoltre, montava un'assetto ribassato con taratura piu' rigida rispetto al resto della gamma, unito a pneumatici di 195/50 su cerchi in lega specifici da 15" migliorando in modo consistente il comportamento su strada, donandogli un notevole tatto sportivo ma con una certa discrezione.

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Lancia Y Elefantino Rosso





In principio, era prevista in sede di sviluppo una versione HF Turbo della Y, dotata di un 1.4 turbocompresso da 130 CV, ma sfortunatamente questa idea fu scartata per motivi di marketing. Un'opportunita' persa, dato che, vedendo il decorso della Y10 Turbo, il piu' moderno e rigido telaio della Y avrebbe sopportato senza problemi l'aumento di cavalleria, anche perche' era strettamente derivato da quello della Fiat Punto prima serie che montava gia' da qualche anno prima quella motorizzazione sulla versione GT.

In quell'anno la gamma fu oggetto di alcune variazioni. Da una parte, il motore 1.4 12 valvole da 80 CV fu soppresso, data l'esistenza del piu' economico e prestazionale 1.2 16 valvole offerti entrambi allo stesso prezzo con l'allestimento LX. Stessa sorte anche per la versione LE, offerta soltanto con motorizzazione 1.2 8v da 60cv, aggiungendo quest'ultimo all'allestimento Elefantino Blu insieme al 1.1 da 55 CV.
Riguardo gli equipaggiamenti, si amplia la versione LS con possibilita' di opzione per gli interni in Alcantara al posto di quelli in tessuto e retrovisori elettrici e sbrinabili, mentre vista la presenza di airbag lato guida di serie su tutta la gamma, gli airbag laterali sono disponibili a richiesta.


Dopo quattro anni di vita commerciale, furono venduti circa 600.000 esemplari in tutto il mondo. Lancia Y pur avendo conservato negli anni un design sempre attuale ed esclusivo, la concorrenza non resto' li' a guardare presentando nuovi modelli, motivazione che spinse Lancia ad organizzarsi per un leggero restyling per non perdere quote utili di mercato.





Al Salone di Parigi del 2000 Lancia mostro' la nuova Y che presentava leggere variazioni nell'estetica, dai materiali impiegati negli interni alla sicurezza, fino ai motori. All'esterno si distingueva partendo dalla banda che costeggiava l'automobile meno squadrata e in tinta carrozzeria, una calandra Lancia di dimensioni piu' generose, fari anteriori e freccie di tonalita' chiara, cerchioni dal nuovo design e, soprattutto, paraurti leggermente piu' bombati.
Tutto cio' dava all'automobile un aspetto piu' solido e borghese, perdendo forse qualcosa riguardo l'originalita' dell'idea iniziale di Enrico Fumia, il designer italiano che si occupo' del suo stile.

Riguardo gli interni fu sperimentato un sensibile miglioramento, nonostante emergessero gia' per la loro qualita' e finitura complessiva. Tra le novita' si sottolineo' l'impiego di nuove plastiche per l'abitacolo, con tessuti ancora piu' raffinati. Una di esse era un tipo di microfibra molto simile all'Alcantara, denominato Castiglio, utilizzata per le versioni LS-LX. I poggiatesta divennero vuoti nella loro parte centrale.
Volante e leva del cambio di nuovo design, e grafiche della strumentazione si modificarono leggermente per permettere una migliore visualizzazione durante la guida.

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Lancia Y LX Restyling e LS Restyling





L'equipaggiamento si arricchi', disponendo di serie tutte le versioni, eccetto la Elefantino Blu, di aria condizionata, radio con lettore CD, fari antinebbia, cerchi in lega e telecomando per la chiusura a distanza. Sulla versione LX si disponeva anche del navigatore satellitare, una vera novita' nel suo segmento.


La sicurezza fu' incrementata migliorando la struttura della scocca a deformazione programmata della carrozzeria in caso d'urto, che venne ultreriormente irrigidita.


L'ABS fu incluso nella dotazione di serie nelle versioni LX ed Elefantino Rosso.


In quanto ai motori, le modifiche furono mirate alla diminuzione dei consumi e delle emissioni inquinanti. Il 1.1 da 55 CV spari' dalla gamma per essere sostituito dal 1.2 da 60 CV. Abbinato soltanto alle versioni Elefantino Blu e LS, vengono introdotti nuovi condotti di aspirazione, l'iniezione Multipoint, un nuovo collettore di scarico ed una nuova elettronica di gestione con seconda sonda lambda dopo il catalizzatore, riuscendo a ridurre il consumo combinato a 5,7 L/100km.
In quanto al 1.2 16 valvole, la potenza scese a 80 CV, venne variata la curva di erogazione del propulsore rendendola disponibile a tutti i regimi di rotazione migliorando il piacere di guida, e venne inaugurato un nuovo corpo farfallato con valvola a comando elettronico, eliminando la connessione meccanica al comando dell'accelleratore, detto "drive by wire", permettendo cosi' una guida piu' rilassata.





Dal 2001 cominciarono ad introdursi nella gamma edizioni speciali che, partendo da versioni gia' esistenti, aggiungevano elementi esclusivi per differenziarsi dal resto della gamma. Il primo di questi modelli fu la versione Dodo, la quale era disponibile con motore 1.2 da 60 CV e 1.2 16v di 80 CV. Il suo equipaggiamento e finiture era specifico, con dettagli degli interni come il colore dei tessuti in tinta con gli esterni. La Y DoDo si posizionava tra l'Elefantino Blu e la versione LS.

YDodo
Lancia Y DoDo





L'anno seguente fu presentata la versione Unica che offriva una ricca dotazione di serie, tra i quali si sottolineavano i cerchioni in lega, l'autoradio Clarion con lettore di CD e 6 altoparlanti, il climatizzatore manuale e un'esclusiva tappezzeria disponibile in grigio, azzurro o rosso. La Y Unica era disponibile con i due motori della gamma. La campagna pubblicitaria di questa versione speciale dell'Y fu primeggiata con maestria dalla modella Eva Herzigova.

Unica
Lancia Y Unica





La famosa top model fu' di nuovo testimonial qualche tempo dopo, dell'ultima edizione speciale della Y, la versione Vanity. Fu mostrata per al prima volta al Salone di Bologna del 2002, offerta con i "soliti" 1.2 da 60 CV e 16v da 80 CV. Su Y Vanity si notavano i fari posteriori effetto fume', la calandra con finitura 'metallica' e l'impiego del velluto grigio o azzurro per gli interni.

YVanity
Lancia Y Vanity





In quel momento, sparirono dalla gamma le versioni Elefantino Rosso e LX, quest'ultima sostituita con il canto del cigno di Lancia Y, ovvero l'ultima versione prodotta per questo modello, la "Nuova LS". Questa nuova top di gamma offriva un equipaggiamento di serie completo, includendo ABS, doppio airbag frontali e laterali, volante e pomello del cambio in pelle ed interni in un'inedita microfibra Madras. I montanti delle porte erano in tinta della carrozzeria e cerchi in lega specifici in tinta alla calandra con finitura 'metallica'

NuovaLS
Lancia Y NuovaLS








Dopo piu' di 7 anni sul mercato, Lancia Y arrivo' alla fine della sua vita commerciale. Per tutto questo tempo ha conseguito tutti gli obiettivi di vendite stabiliti dal suo lancio, e cio' gia' significa un successo su tutti i fronti. Ma non e' tutto. E' stata determinante per mantenere in vita il marchio di Chivasso, cosa non certo possibile se l'automobile in questione non avesse dimostrato pregi e qualita' all'altezza delle aspettative del cliente.


Lancia Y ha dimostrato di essere un'automobile robusta ed affidabile, dalle prestazioni piu' che oneste, comoda, nobile e con classe. Una piccola Granturismo. Una vera Lancia.




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